Venerdì 30 ottobre un nuovo appuntamento promosso dall’Arci provinciale di Siena e dal Carretera Central
Si avvicina un nuovo appuntamento promosso dall’Arci di Siena e dall’associazione Carretera Central e dedicato alla cucina e alla letteratura, con una serata all’insegna della tradizione siciliana.
Venerdi 30 ottobre, alle ore 21, nell’antico castello medievale di Montarrenti, si svolgerà, infatti, l’iniziativa “Fornelli Siculi”. Durante la cena saranno proposti i piatti tipici della tradizione siciliana, con un menù ispirato alla Trattoria “Da Enzo” di Vigata, il ristorante dell’immaginaria cittadina nata dalle finzioni di Andrea Camilleri. Sarà, inoltre, possibile per tutti i partecipanti, ascoltare alcune letture di brani tratti dalle opere dei più famosi autori siciliani, dai classici di Giovanni Verga fino agli scritti contemporanei di Federico Vaccaro e Camilleri.
Il costo della cena è di 35 euro e il ricavato andrà a finanziare i progetti di sviluppo e di sostegno all’infanzia e adolescenza portati avanti da Carretera Central a Cuba, in Brasile e in Bolivia.
Per partecipare è ancora possibile contattare il Comitato provinciale Arci di Siena, al numero 0577 21540, oppure rivolgersi alla sede di Carretera Central, al numero 0577 044327
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giovedì 29 ottobre 2009
Al Castello di Montarrenti con ''Fornelli Siculi'': cucina e letteratura siciliana
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Giovanni.M
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Apre una cantina sul terreno confiscato alla mafia

PALERMO. Il consorzio Sviluppo e Legalità e l'associazione Libera hanno inaugurato questa mattina la cantina Centopassi, realizzata su un bene confiscato al mafioso Giovanni Genovese in contrada Don Tomaso, a San Cipirello (Palermo), una zona un tempo feudo dei boss corleonesi. La cantina sarà gestita dalla cooperativa Placido Rizzotto e produrrà vini sia bianchi sia rossi utilizzando le uve coltivate nei terreni del corleonese di proprietà del consorzio. Il prossimo anno saranno prodotte circa 280 mila bottiglie. Ogni vino sarà dedicato a una vittima di mafia.
I lavori per la realizzazione della cantina sono stati finanziati con i fondi Pon Sicurezza 2000-2006 erogati dal ministero dell'Interno. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti, tra gli altri, Francesco Cascio, presidente dell'Ars, Antonino Giammalva, presidente del consorzio, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, il prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone, il questore di Palermo, Alessandro Marangoni e il console generale degli Stati Uniti, Patrick J. Truhm.
«Dietro l'uva c'è la lezione della terra - ha detto don Ciotti - La terra genera e ci insegna la pazienza, la capacità di attendere e il senso del limite. Ripenso ora al '96, quando raccoglievamo le firme per proporre una legge sui beni confiscati. Ripenso alle intercettazioni dei mafiosi, che dicevano che non saremmo mai 'arrivati in porto'. E invece ce l'abbiamo fatta e oggi siamo andati oltre, realizzando il sogno di Pio La Torre, che si battè per la confisca dei beni alla mafia e del loro riutilizzo sociale».
«Come diceva Falcone - ha concluso il presidente di Libera - i mafiosi vanno colpiti nel loro punto debole: ricchezza e guadagno».
La cantina, aggiunge Lucio Guarino, direttore del consorzio Sviluppo e legalità, «è un esempio emblematico di come possa funzionare la sinergia fra pubblico e privato. Questo progetto è finalizzato a creare sviluppo e occupazione. È uno dei modi migliori per liberarsi anche dall'assistenzialismo».
Si ringrazia per la notizia: www.larepubblica.it
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lunedì 26 ottobre 2009
È un cervello siciliano in fuga a Boston il re delle applicazioni
Un siciliano sul tetto del mondo delle applicazioni per iPhone. Si chiama Giuseppe Taibi, 39 anni, originario di Montaperto, nell´Agrigentino, ma nato - "per caso" dice lui ridendo - a Palermo. Nel capoluogo si è anche laureato, in Ingegneria elettronica, con una tesi sull´intelligenza artificiale. Era il 1995. Ora vive a Boston, Massachusetts: titolare di varie aziende, a dicembre scorso è stato tra i primi italiani a essere in testa alle classifiche Usa per applicazioni iPhone.
«Il progetto si chiama GoLearn skateboarding ed esiste in una versione light, cioè gratuita, e una premium. L´abbiamo realizzata assieme a una azienda della Sylicon valley, la Whagaa, e una di Santa Cruz, dove lo skateboard è nato. E ha avuto molto successo». I segreti sono stati una veste grafica molto accattivante, la possibilità di vedere video spettacolari e un database che sfrutta il Gps dell´iPhone per indicare velocemente dove sia lo skatepark più vicino.
Tra l´emozionato e il divertito, Taibi racconta di quel venerdì «quando arrivò la telefonata della Apple che chiedeva di inviare schermate del nostro progetto ad alta risoluzione. Pochi giorni dopo, l´applicazione era sulla pagina principale dell´App store, la sezione di iTunes, come raccomandata, accanto a quella della Nike». Golearn skateboarding è arrivata subito in testa alla classifica sport e ci è rimasta per settimane, complice anche il prezzo - 4 dollari e 99 centesimi - che era appetibile, seppur non troppo basso per la media delle applicazioni made in Usa, per un pubblico molto giovane. Eppure quella non era nemmeno la prima applicazione realizzata dall´ex studente dell´Ateneo di Palermo: «Quando fu aperto il mercato di questi programmi - spiega lui - noi ci presentammo con sei progetti. Uno di questi era sul fitness, per il personal training con video per gli esercizi e un database per memorizzare il lavoro fatto. Costava 19 dollari e 99 centesimi».
Non c´è soltanto la tecnologia nella vita di Taibi che ogni estate torna in Sicilia, tra Agrigento e Porto Empedocle per le vacanze: «Dalla mia terra - spiega lui-, assieme alla mia famiglia, importo olio extravergine venduto via Amazon. In due giorni è possibile ordinarlo da qui, dagli Usa, e averlo a casa. In realtà, vivo sospeso tra hi-tech e slow food», dice. Com´è la Sicilia vista da Boston? «È una meta di vacanza per tanti, che va benissimo per il turismo, ma forse non basta. Ci sono settori importanti che avrebbero bisogno di maggior cura e attenzione, ma i siciliani dovrebbero imparare a volersi più bene, anche abbandonando una classe dirigente non sempre illuminata. Mi fa pensare che in dieci anni, 12 mila giovani siciliani dal profilo professionale medio-alto come me, abbiano lasciato l´isola, e non credo che io stesso sarei riuscito a realizzare il mio lavoro restando in Italia». In alcune parti degli Stati Uniti la Sicilia è ancora associate subito alla parola mafia? «Non qui a Boston - garantisce lui - che è un ambiente multietnico, di università importanti e premi Nobel. Una città bellissima dove vivere, con le foglie che diventano viola, rosse, gialle. Anche l´America poi è fatta di picchi e di valli». E pensare che il primo viaggio in Usa fu casuale: «Era il 1994, con il corso di Ingegneria elettronica andammo a scoprire New York. Manhattan mi ha sedotto, Boston mi ha conquistato».
Il rapporto con l´Isola è garantito non soltanto dalle vacanze estive nell´Agrigentino, «dove leggo sempre Camilleri, rigorosamente in marinisi, il dialetto di Porto Empedocle», e dall´olio di famiglia: «Mia moglie, Nita, l´ho conosciuta qui: è un´artista, e i suoi nonni erano emigrati di Altofonte». La coppia ha due figlie piccole. Pochi giorni fa Taibi era a Venezia per le Venice sessions di Telecom, un gruppo a inviti per il discutere il futuro. Come sarà il domani? «È in ebollizione. Probabilmente avremo meno televisione e anche meno carta stampata. Anche il giornalismo dovrà reinventarsi, liberandosi dal giornale monolitico». E il suo futuro? «La tecnologia continuerà a darmi nuove idee per la mia vita. Il low tech resterà attraverso l´olio di famiglia, perché davvero è una fase di riscoperta di vecchi sapori. Ecco, il mio lavoro è mettere insieme hi-tech e slow food».
"Mi fa pensare che in 10 anni dodicimila giovani come me abbiano lasciato l'Isola. Non credo che se fossi rimasto sarei riuscito a realizzarmi"
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domenica 4 ottobre 2009
PREGHIERA PER LE VITTIME DI MESSINA

Per tutti i defunti, per i giovani, per i Bambini che hanno perso tragicamente la vita : dona loro la gioia eterna e alle famiglie la tenerezza della Tua presenza e l’unica Parola che può davvero risanare e colmare il dolore umano, preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE.
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martedì 4 agosto 2009
Sondaggio chiuso
Cari lettori il sondaggio ((torneresti a vivere nuovamente in sicilia)) si e' chiuso con la seguente percentuale.
SI 80%
NO 20%
FORSE 8%
Grazie a tutti per la votazione.
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“Presidente, aiutami tu”
“Salve sono un ragazzo che si trova in Veneto a 20 anni lontano da casa per lavoro…volevo farvi un saluto perchè mi manca la mia terra in un modo che non so spiegarlo neanche per causa di un lavoro mi trovo qui che ne pensate… non è giusto!!! Fate una frase rivolta al presidente Lombardo dicendo di non dimenticarsi dei piccoli giovani che scappano e piangono dalla propria terra per un pezzo di pane… se le sembra una cosa giusta… chissà tutti questi fondi dove andranno. Scrivete e fateci arrivare questa notizia… Ciao vi saluto”.
E’ la breve mail di un lettore. Non sembra uno scherzo e se lo fosse sarebbe verosimile. Abbiamo scelto di pubblicarla in apertura, nella sua verace forma originaria, senza troppi commenti. E’ un grido di dolore che non ha bisogno di spiegazioni. E riteniamo di lasciargli il massimo spazio, spazzando via per una volta le parole della politica. E’ il grido lancinante di un siciliano tradito, come ce ne sono tanti. Inoltreremo la mail al presidente Lombardo e chiederemo una risposta. Questo ragazzo la merita.
Il presidente sta conseguendo indubbi successi tattici. Ha sbaragliato la concorrenza, ha ripreso i fondi Fas. La sua immagine ne trarrà giovamento. Noi gli spediremo questa lettera con la speranza che rappresenti un vademecumper il futuro. Nessun gioco di palazzo o di potere è grande quanto le lacrime di un siciliano che è stato ingannato, vilipeso, calpestato.
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